Quando si aprono gli occhi,
i sogni – le gioie o le paure – la forza o le fragilità –
si trasferiscono tra le righe di un libro
o si imprimono nelle immagini di un film
e tra le note di una canzone

La Psicologia è comprensione, approfondimento, scoperta e riscoperta, riflessione, narrazione, percorso, emozione, sostegno, ascolto, elaborazione, osservazione, relazione, analisi, pensiero, comportamento, debolezza, cambiamento, passaggio, comunicazione, racconto, attenzione, dolore…
Per tutto questo possono esserci di aiuto film, canzoni, poesie, libri.
Ho deciso infatti di dedicare uno spazio specifico a tutto questo per riflettere insieme a voi, emozionarci, muovere curiosità e dubbi, imparare a mettersi in ascolto e prendersi del tempo per se stessi.
Mi rivolgerò sia agli appassionati di questi contenuti che a colleghi o educatori e professionisti sanitari con riferimenti a materiale specifico.

I suggerimenti di ognuno di voi possono essere utili e occasione di crescita e confronto. Chi volesse può scrivermi e proporre aggiunte o miglioramenti.

– Sarà una sezione in continuo aggiornamento –

Buon ascolto! Buon VIAGGIO!

 

 

“TI REGALERO’ UNA ROSA“ di S. Cristicchi – Brano del 2007, inserito nell’album “Dall’altra parte del cancello”, con il quale Cristicchi vinse il 57° Festival di Sanremo. E’ una lettera d’amore scritta da Antonio, un ospite di un manicomio, per la sua donna, Margherita anche lei rinchiusa. L’amore riesce a superare ogni barriera tipica del manicomio (mentale-relazionale-di vita) e  lo avvolge fino ‘all’ultimo volo’ di lui.
“IL CANTICO DEI DROGATI“ di F. De Andrè – Brano del 1968 dell’album “Tutti morimmo a stento”. Un testo crudo ed essenziale quanto efficace che spiega cosa succede nella testa di un drogato dove, nè Dio né l’Amore, trovano spazio. Un vuoto immenso, piuttosto, opprime chi fa uso di sostanze e toglie senso alle parole e alle relazioni. La fiducia fa capolino nel verso finale dea canzone dove l’uomo si rivolge direttamente all’ascoltatore chiedendogli di insegnargli, se lo conosce, un «alfabeto differente da quello / della mia vigliaccheria».
“NEI GIARDINI CHE NESSUNO SA” di R. Zero – Brano del 1994, inserito nell’album “L’imperfetto” e ricantato da Laura Pausini nel 2006. E’ un testo dolce, toccante e malinconico; mette al centro la figura degli anziani ma può essere esteso a tutte le persone fragili di questo mondo. Ci invita a non dimenticarci di loro, a non lasciarli cadere e non negargli un po’ del nostro tempo (che sia sincero, non distratto) e affetto (non silenzioso ma partecipe). Ci ricorda che anche loro erano stelle e lo potrebbero essere tutt’ora se solo noi glielo permettessimo «Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso a quel cielo. Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro».
“LA CURA“ di F. Battiato – Brano del 1996 dell’album “L’imboscata”. Come l’autore, anche il testo può piacere o meno ed essere interpretato in maniera molto personale. Per me è una canzone speciale e, il significato, può variare in base al periodo di vita che si sta vivendo. Le spiegazioni del testo che si possono trovare su internet sono tante: una preghiera ‘al contrario’ di Dio per l’uomo, un inno all’amore e alla cura di una persona verso un’altra che ama, un viaggio interiore e una discussione con la propria anima, … Provate ad ascoltarla e a sentire cosa dice a voi.
“VOGLIO UNA VITA TRANQUILLA” di Tricarico – Brano del 2008, contenuto nell’album “Giglio”. Il poeta della semplicità, lo definisce qualcuno. Eppure i testi di Tricarico sono sempre carichi di significato e richiami alla sua esperienza di vita. Come questo testo, in contrapposizione con il desiderio di “vita spericolata” di Vasco Rossi. L’infanzia dell’autore è stata ricca di eventi forti (morte del padre), ora per l’età adulta, spera solo in una “vita tranquilla”. [«Io… voglio una vita tranquilla perché è da quando sono nato che sono spericolato / Io… voglio una vita serena perché è da quando sono nato… che è disperata…»]. 
“MESSAGE IN A BOTTLE“ dei Police – Brano scritto da Sting nel 1979, primo singolo estratto da “Reggata de Blanc”. Parla di un uomo, soffocato dalla solitudine, che scrive un messaggio in bottiglia nella speranza di trovare qualcuno che lo legga e gli risponda [«I’ll send an SOS to the world / I hope that someone gets my / Message in a bottle»]. Ma quando si smette di pensare solamente a se stessi e alle proprie malinconie e si comincia a guardarsi attorno, ci si può accorgere di non essere così isolati e gli unici ad aver bisogno dell’altro [«Walked out this morning / Don’t believe what I saw / A hundred billion bottles / Washed up on the shore / Seems I’m not alone at being alone»]. La canzone è un invito a cominciare a fare attenzione ai messaggi e segni che, il mondo intorno a noi, ci invia.
“IN VIAGGIO” di Fiorella Mannoia – Brano del 2012, contenuto nell’album “Sud”. E’ un’altra canzone che per me ha un significato particolare perché legata ad un evento e ad una persona speciale che ora non c’è più. Il testo parla di un viaggio che può essere quello dell’esistenza e di una madre che saluta un figlio mentre intraprende il suo cammino e gli augura ogni bene affidandogli gli ultimi, importanti consigli. Lo lascia viaggiare assicurandole che il suo amore non lo abbandonerà mai neanche se saranno lontani [« (..) ricorda che l’umiltà apre tutte le porte / e che la conoscenza ti renderà più forte, / lo sai che l’onestà non è un concetto vecchio / non vergognarti mai quando ti guardi allo specchio, / non ti sottomettere tieni alta la testa / (..) non frenare l’allegria non tenerla tra le dita / ricorda che l’ironia ti salverà la vita»].

“WHERE IS THE LOVE?” dei Black Eyed Peas – E’ il primo singolo del terzo album del gruppo “Elephunk” del 2003. Ci si chiede dove sia l’amore in un mondo, come il nostro, attraversato e distrutto da guerre, soprusi, violente, abbandoni, razzismo e odio. Il gruppo qui simula una telefonata a Dio per avere risposte. Eppure abbiamo un solo mondo, questo. Perché non fare qualcosa per migliorarlo, nel nostro piccolo? [«Something’s wrong with it / We only got (one world, one world) / That’s all we got (one world, one world)»].

“ALMENO TU NELL’UNIVERSO” di Mia Martini – Brano scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972, cantato dalla Martini nel 1989 sul palco di Sanremo e con cui vinse il premio della Critica. La  canzone ruota intorno ad un tema: la mancanza di un punto di riferimento e ciò rende le persone  “strane” e “matte”. Ma la cantante il suo punto fisso lo ha trovato, quel “Tu” misterioso a cui si rivolge e di cui è innamorata. Quella persona viene descritta come diversa dalla massa e capace di rendere diverso anche chi le sta vicino. [«Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo! Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero e che mi amerai davvero di più, di più, di più…»].