Sentiamo spesso parlare di “TRIGGER” e frasi come “questo mi triggera” oppure “dai, non mi triggerare!”.
Ma che cosa significano?
Esiste anche il contrario ed è “GLIMMER”.
Conoscere questi due termini è importante perché hanno un certo peso sul nostro Benessere.
Ti spiego meglio.
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Definizioni
“Trigger” dall’inglese “scatto, grilletto” e vuole indicare il meccanismo di un’arma da fuoco o di un dispositivo esplosivo. In senso colloquiale viene utilizzato come “scatenare“, “provocare” o “accendere” per indicare l’azione di causare un evento o una reazione.
“Glimmer”, sempre dall’inglese, significa “barlume, scintillio”. In senso figurato, si riferisce ad una debole luce/speranza o indizio di qualcosa.
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In psicologia
Trigger
TRIGGER: stimolo interno (sensazioni fisiche, emozioni, ricordi) o esterno (odore specifico, immagine, canzone, parola, luogo, colore, data, suono), che evoca ricordi, emozioni o reazioni legate a esperienze traumatiche, dolorose e stressanti.
Il cervello percepisce il trigger – che viene associato ad un evento passato traumatico – e attiva le emozioni e le reazioni correlate a quell’esperienza.
La reazione emotiva può essere intensa e incontrollabile.
I triggers emotivi sono diversi per ogni persona proprio perché connessi alle esperienze che ciascuno vive.
Perché è importante capire che cosa può farci “scattare” (triggerare) una reazione emotiva intensa?
Per migliorare la gestione delle nostre reazioni e imparare a vivere determinati stimoli e certe situazioni che ci attivano (quindi guadagnare in Benessere Emotivo).
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Trigger Warning (TW)
Letteralmente significa “avviso di trigger”.
Lo puoi trovare qui nei social, prima di un film/serie tv o di un articolo di giornale per AVVERTIRE il lettore sul particolare che si propone perché potrebbe essere causa di disagio o riattivare esperienze traumatiche.
In questo modo puoi scegliere se proseguire o meno, proteggendo così la tua Salute Mentale.
Sono avvisi per TUTELARE e RISPETTARE le persone che hanno subito un trauma ma anche chiunque voglia proteggersi, ad esempio, in una giornata in cui si sente particolarmente vulnerabile.
Guerra, s3ss0, su1c1d10, disturbi mentali, violenza, molestie, bullismo, malattie, lesioni sono alcuni degli argomenti che solitamente vengono anticipati da un TW.
Anche la Disney ricorre, da qualche anno, ai TW prima di alcuni grandi classici (Bianca e Bernie, Peter Pan, Dumbo, I tre caballeros) perché fanno riferimenti negativi.
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Glimmer
GLIMMER: stimolo opposto al “trigger” che rimanda a sensazioni di serenità, pace, appagamento, sicurezza.
Aiutano a ritrovare l’equilibrio, a gestire lo stress e a sviluppare la resilienza, migliorando il nostro Benessere. Piuttosto che concentrarsi sui problemi, i glimmers ti invitano a prestare attenzione alle piccole cose positive che ci circondano.
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Origine dei termini
Compaiono, per la prima volta, negli anni ‘90 nella Teoria Polivagale del neuroscienziato Stephen Porges. Dopo di lui, la dottoressa e docente Deb Dana (esperta in traumi) parlò di trigger e glimmer sostenendo che, l’aver vissuto un trauma, influenza il nostro vissuto portandoci a cercare motivi per proteggerci.
I triggers attivano il Sistema Vagale Dorsale (del Sistema Parasimpatico) portando a uno stato di ipervigilanza.
I glimmers attivano il Sistema Vagale Ventrale aiutando il soggetto ad essere più flessibile nella risposta agli stimoli e nella sua regolazione interna, rimanendo connesso con se stesso e procurandogli una sensazione di sicurezza.
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Esercitiamoci insieme
Trigger e glimmer sono molto personali. Possono essere più o meno consapevoli, durare qualche secondo/minuto o ora e possono cambiare in base all’età o alle fasi di vita.
Conoscerli aiuta a lavorare sul proprio Benessere.
Esercitiamoci a prenderne consapevolezza, inizio io:
il mio trigger è quella sensazione fisica specifica che attiva in me il ricordo (corporeo) della brutta infiammazione che ho avuto e mi crea apprensione. Ma anche pensare/vedere/sentir nominare “ago” o “siringa” (sono fobica).
Tra i glimmers: osservare le nuvole scorrere nel cielo, l’odore del pane che cuoce, il rumore dei passi sulla neve, la borsa dell’acqua calda sulla pancia, l’orecchio sul petto di chi amo, il rumore delle onde mentre leggo, la luce dell’alba o del tramonto che tinge di oro e rosso il cielo, il pelo morbido del mio pelosino tra le dita.
Qual è il tuo Trigger?
E il tuo Glimmer?
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Silvia Mimmotti, Psicologa
Bibliografia:
Bellet BW, Jones PJ, McNally RJ. (2018). Trigger warning: Empirical evidence ahead. J Behav Ther Exp Psychiatry. Dec;61:134-141.
Bonanno G. A., Mancini A. D. (2008). The human capacity to thrive in the face of potential trauma. Pediatrics, 121, 369–375.
Dana D. (2018). The Polyvagal Theory in therapy. Engaging the rhythm of regulation. WW Norton & Company.
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Porges S. W. (2009). The polyvagal theory: New insights into adaptive reactions of the autonomic nervous system. Cleve. Clin. J. Med. 76:S86.
Porges S. W. (2021a). Polyvagal safety. Attachment, communication, self-regulation. WW Norton.
Porges S. W. (2021b). Polyvagal Theory: A biobehavioral journey to sociality. Comprehen. Psychoneuroendocrinol. 7:100069.
Porges S. W., Dana D. (2018). Clinical applications of the polyvagal theory. The emergence of polyvagal-informed therapies. WW Norton & Company.
I “trigger warning” funzionano? – Il Post (2021).
